ortensie colorate

L’ortensia fu portata in Europa nel XVIII secolo dal naturalista Philibert Commenson, al quale deve il suo nome: è una pianta forte, caratterizzata da colori accesi e una mole generosa, per questo molto scenografica.

Appartiene al genere di piante Hydrangea (dal greco, composto di hydor-acqua e angos-vaso), per le tipiche infiorescenze a forma di coppette per l’acqua; è un arbusto perenne, in grado di adattarsi a diversi climi e terreni.

Richiede qualche piccola attenzione, in particolare un buon rifornimento idrico, ma è una pianta robusta, abbastanza autosufficiente.

Può raggiungere i 2 metri di altezza nella sua variante arbustiva e addirittura i 15 metri per la specie rampicante.

Una delle sue caratteristiche principali è la grande varietà di colori che può assumere. Questa dipende in larga parte dall’acidità del terreno. Dovremo quindi tenere a mente anche questo dettaglio mentre decidiamo di piantarla, se abbiamo intenzione di creare anche giochi di colore particolari usando terreni di tipo differente per ogni vaso.

Scopriamo assieme come coltivare l’ortensia a casa e come farla crescere rigogliosa:

Specie di ortensia

Al mondo esistono più di 40 varietà differenti di ortensia. Il loro fiore è tendenzialmente bianco, ma alcune di queste si adattano all’acidità del suolo cambiando colore. Prima di spiegare come coltivare le ortensie, è utile conoscere le specie più diffuse:

  • l’hydrangea paniculata, originaria della Cina e del Giappone, adatta anche ai climi freddi di montagna e l’esposizione diretta al sole;
  • l’hydrangea arborescens, dalle regioni orientali degli Stati Uniti, con foglie più sottili verde chiaro, in grado di adattarsi a climi estivi più afosi;
  • l’hydrangea hortensis, originaria della Cina, è la più comune e utilizzata per produzioni in vaso o da giardino; essendo una pianta da sottobosco, gradisce l’ombra, con poche ore di esposizione al sole (ideali i primi raggi del mattino o gli ultimi al tramonto).
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Colore e acidità

Come già accennato l’ortensia è un fiore straordinario, in grado di adattare il proprio colore in base al pH (e quindi all’acidità) del terreno. Se volessimo ottenerle di colore blu avremmo bisogno di un terreno acido, con pH inferiore a 6, mentre un terreno poco acido ci restituirebbe dei fiori tendenti al rosa.

Muniamoci quindi anche di un prodotto chiamato “azzurrante” che ci permetterà di agire sull’acidità del terreno, andandola ad aumentare.

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Come coltivare l’ortensia

La coltivazione dell’ortensia si adatta più o meno a tutti, è una pianta abbastanza autonoma e avrà bisogno di relativamente poche cure. Possiamo scegliere di piantarla direttamente nel suolo o anche in vaso, purché questo sia abbastanza grande.

Tuttavia, per quanto facile possa essere, bisogna tenere a mente alcune cose fondamentali, come il periodo in cui piantarla, il tipo di terreno, l’esposizione, l’annaffiatura e la potatura, vediamoli!

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Periodo

L’ortensia generalmente vegeta in primavera, intorno a marzo, fiorisce ad aprile e perde i fiori in inverno. Il momento migliore per piantarla è tra aprile e ottobre, nel caso decidessimo di partire dalla talea. Mentre se decidessimo di acquistarla in un vivaio, già abbastanza cresciuta, allora il momento migliore sarebbe il mese di maggio oppure tra ottobre e novembre.

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Esposizione

Prima di scegliere la posizione in cui vogliamo piantare la nostra ortensia bisogna tenere a mente che, nonostante le diverse specie siano in grado di adattarsi a climi diversi, questa pianta rimane un’amante del fresco. Meglio posizionarla in una zona ombreggiata, non a diretta esposizione del sole.

Scegliamo quindi un angolo del giardino che rimanga per lo più in ombra. La temperatura non dovrebbe mai essere superiore ai 18 gradi se decidessimo di coltivarla in vaso dentro casa, altrimenti la fioritura rischia di fermarsi.

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Terreno

Per coltivare le ortensie, prima di posizionare nella terra la talea (di almeno 10 cm) o una piantina già formata, si consiglia di fare una vangatura profonda per ammorbidire il terreno. Sono ideali i terreni con una buona ritenzione idrica, così che possa crescere in un ambiente umido.

Per proteggere le ortensie nei mesi più freddi è utile effettuare una pacciamatura del terreno, ricoprendolo di paglia o foglie, per creare uno strato che tenga lontano il gelo.

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Annaffiatura

Ma è l’acqua, ciò di cui necessita davvero! Sempre facendo attenzione a non esagerare poiché troppa le farebbe male. L’ideale sarebbe innaffiarla una volta al giorno abbondantemente, controllando che il terreno rimanga ben umido.
Occhio però ai ristagni d’acqua! Questi, come per molte altre piante, danneggiano l’ortensia e ne bloccano la crescita.

Una buona idea è quello di nebulizzare di tanto tanto dell’acqua con uno spruzzino anche sulla chioma. Occhio anche al grado di calcare presente nell’acqua perché potrebbe modificare l’acidità del terreno.

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Potatura

La potatura è importante oltre che un’ottima soluzione per ridare vigore alla pianta, ma bisogna farla con accuratezza. Meglio limitarsi a tagliare fiori e rami secchi, e solo al termine della fioritura. Andrebbe potata ogni anno, a partire dal terzo.

La potatura dell’ortensia tenuta all’aperto dovrebbe essere fatta alla fine dell’inverno, in modo che le parti secche proteggano quelle giovani dal freddo.

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Fioritura dell’ortensia

I fiori dell’ortensia perdurano in media da giugno fino all’autunno. Questo fattore la rende una pianta ideale per chi ha intenti decorativi in casa, nel giardino o per abbellire la siepe. Tenendo la pianta in casa sarà, però, più difficile farla fiorire una seconda volta, e andrebbe trapiantata in giardino, se fosse possibile, o almeno dentro ad un altro vaso.

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Un arcobaleno di colori, da non regalare

Nonostante sia considerato uno dei fiori più belli e duraturi, bisogna fare attenzione quando si intende regalarla, soprattutto se in segno di riconoscenza o affetto. Infatti, il nome che Philibert Commenson le diede, Ortensia, è il nome di un amore mai ricambiato: Hortense, la donna di cui era innamorato ma sposata ad un suo caro amico. L’ortensia diviene così il simbolo dell’abbandono, di un travaglio sentimentale e la voglia di sfuggire.

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