Con l’autunno tornano loro, spifferi da porte e finestre, i grandi nemici dei nostri momenti di relax domestico. Quando le temperature cominciano davvero a scendere, l’aria fredda che entra da qualche parte della casa smette di essere “un problema per dopo”, ma qualcosa di cui ti devi occupare concretamente.
Gli spifferi non solo sono “antipatici disturbatori del relax”, ma fanno sentire la loro presenza anche in bolletta: costringendo la caldaia a lavorare di più per riscaldare le zone vicino a porte e finestre, fanno lievitare anche i costi di gestione.
Fortunatamente, agli spifferi c’è rimedio: circa il 90% di quelli più comuni puoi trovarlo e risolverlo in autonomia in un pomeriggio, senza chiamare nessuno e con una spesa molto contenuta. Basta sapere dove cercarli e quali strumenti usare per ognuno ed è proprio questo che vedremo nelle prossime righe.
Come trovare gli spifferi: il metodo della candela e della mano

Prima di comprare qualsiasi materiale, devi capire con precisione da dove entra l’aria fredda. Purtroppo, non sempre è ovvio, perché uno spiffero può provenire da un punto e farsi sentire in un altro, soprattutto se c’è un minimo di corrente nella stanza.
Il metodo più semplice e affidabile a tua disposizione è quello della candela accesa: tienila vicino ai bordi di porte e finestre e osserva la fiamma; se vacilla o si piega in modo evidente, il passaggio d’aria che cerchi è proprio lì. Fai questo giro con calma, sistematicamente, su ogni lato dei serramenti e identifica quelli più critici.
Non hai una candela? In alternativa, puoi passare la mano aperta lungo i bordi delle finestre e già così dovresti poter percepire le correnti più consistenti.
In genere, i punti dove si trovano gli spifferi sono quelli più prevedibili: la base delle porte d’ingresso e delle porte-finestra, i bordi laterali delle finestre, gli angoli del telaio, il punto di contatto tra il vetro e il telaio nelle finestre più vecchie e i fori dove passano cavi o tubi nelle pareti perimetrali.
Spifferi e guarnizioni rovinate sono tra i problemi più frequenti negli infissi, e intercettarli in tempo con un po’ di manutenzione evita sprechi energetici che si accumulano per tutta la stagione invernale.
Le guarnizioni: come capire se sono da sostituire
Le guarnizioni, per chi non lo sapesse, sono le strisce di gomma o neoprene che corrono lungo i bordi dei serramenti e che creano la tenuta all’aria quando la finestra o la porta è chiusa. Con il tempo possono indurirsi, restringersi, creparsi o staccarsi parzialmente, perdendo la loro funzione. Una guarnizione deteriorata è proprio la causa più comune di spifferi sulle finestre e, fortunatamente, è anche quella più facile da risolvere.
Per capire se le guarnizioni delle tue finestre funzionano ancora, puoi fare questo test: apri la finestra, appoggia un foglio di carta sul bordo del telaio e richiudi. Se riesci a sfilare il foglio senza troppa resistenza, brutte notizie, la guarnizione non sta svolgendo il suo compito. Se il foglio oppone resistenza e si strappa quando provi a toglierlo, la tenuta è ancora buona.
Le guarnizioni si trovano in ferramenta in rotoli di diverse sezioni e materiali (gomma, neoprene, schiuma a cellule chiuse, silicone) e quasi tutte sono autoadesive, quindi puoi sostituirle in autonomia.
Prima di applicarne di nuove, rimuovi i resti delle vecchie con un taglierino e pulisci il telaio con alcol isopropilico per garantire una buona adesione. Poi, misura il perimetro che devi coprire prima di andare in ferramenta e scegli una sezione adatta all’ampiezza dello spazio che devi colmare: una guarnizione troppo sottile non chiude, una troppo spessa impedisce alla finestra di chiudersi correttamente.
La base delle porte: il punto più trascurato
La base della porta è spesso la responsabile della maggior parte dell’aria fredda che entra in casa, superiore a tutti gli altri punti messi insieme, ed è, purtroppo, anche il punto che quasi tutti ignorano perché non è immediatamente visibile. Basta poco: una porta interna con un gap di pochi millimetri tra battente e pavimento lascia passare una corrente continua che raffredda il corridoio e si diffonde in tutta la casa.
La soluzione più rapida e rimovibile è il paraspifferi da appoggiare o infilare sotto la porta: quelli in tessuto o in gommapiuma sono economici, non richiedono installazione e puoi trovarli ovunque. La soluzione più efficace e duratura è comunque il paraspifferi a spazzola fissato al battente inferiore della porta, dotato di una piccola spazzola in nylon che sfrega sul pavimento mantenendo la tenuta senza impedire l’apertura. Si installa con viti o con nastro biadesivo rinforzato e dura anni.
La combinazione di guarnizioni adesive laterali e superiori con il paraspifferi inferiore darà una tenuta più completa su qualsiasi porta, proprio perché l’efficacia reale la puoi ottenere trattando tutti i lati insieme invece di intervenire solo su uno.
Il silicone: per sigillare i bordi fissi

Dove le guarnizioni mobili non bastano, serve il silicone. Puoi trovarlo in cartucce per pistola o in tubetti per piccoli interventi, in versione trasparente o bianca, e puoi applicarlo facilmente anche senza esperienza.
Prima di applicarlo, rimuovi con un taglierino tutto il silicone vecchio che si è deteriorato, altrimenti il nuovo non aderirà bene sopra quello vecchio screpolato. Pulisci la superficie con alcol, lascia asciugare, poi applica il silicone in un cordone continuo. Livella subito con un dito inumidito con acqua saponata e rimuovi l’eccesso prima che asciughi. Lascia polimerizzare secondo le istruzioni del produttore, di solito 24 ore, prima di aprire e chiudere il serramento.
Per i fori dove passano cavi o tubi nelle pareti esterne, la schiuma poliuretanica espansa è la soluzione più rapida a tua disposizione: riempie qualsiasi forma di cavità , aderisce perfettamente al calcestruzzo e agli infissi e una volta indurita può essere tagliata e verniciata. Fai solo attenzione a non esagerare con la quantità , perché la schiuma espande molto e in fori piccoli ne basta pochissima.
Cosa fare con le finestre che non chiudono bene
A volte può capitare che il problema non sia la guarnizione, ma la regolazione del serramento: la finestra non chiude bene perché le cerniere si sono allentate o perché il telaio si è leggermente deformato nel tempo. In questo caso nessuna guarnizione nuova risolve il problema perché l’anta non appoggia correttamente all’intero perimetro del telaio.
Le finestre moderne in alluminio e PVC hanno cerniere regolabili che permettono di aggiustare la posizione dell’anta in altezza, profondità e lateralmente. Di solito bastano un cacciavite a stella e qualche giro di vite per ripristinare l’allineamento corretto. Il punto di regolazione si trova sulle cerniere stesse, spesso coperto da un cappuccio decorativo da rimuovere prima di accedere alla vite. Se non sai come farlo per il tuo modello specifico, il produttore quasi sempre fornisce istruzioni facilmente reperibili online.
Per le finestre in legno più vecchie, che nel tempo si gonfiano e si restringono con i cicli di umidità , una leggera carteggiatura nei punti di attrito può aiutarti a risolvere. Prima di ricorrere a interventi più invasivi, il problema delle ante che sfregano è spesso risolvibile con la sola regolazione delle viti delle cerniere, quindi valuta attentamente la situazione.
La gestione a lungo termine: perché farlo ogni anno
Gli spifferi non compaiono solo quando i serramenti sono molto vecchi: anche infissi relativamente nuovi si deteriorano progressivamente e cominciano a perdere tenuta nel giro di cinque o dieci anni. Le guarnizioni in gomma si induriscono con i cicli di caldo e freddo, il silicone invecchia e le cerniere si allentano.
Fare un giro di ispezione ogni autunno, prima che arrivi il freddo, ti consente di intervenire quando i problemi sono ancora piccoli e si risolvono con poco. Un’ora spesa adesso in ottobre vale giorni di comfort invernale e settimane di risparmio sulla bolletta del riscaldamento. Inserire questo controllo nella manutenzione stagionale della casa è il modo più semplice per non dimenticarsene mai.