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Il superbonus per le ristrutturazioni del 110% ha subito in questi giorni un ampliamento che riguarda gli infissi. Se n’era parlato per la prima volta a maggio, e da quel momento le informazioni in merito sono state poche. Tuttavia, con il decreto Rilancio, che entrerà ufficialmente in vigore come legge il 1° luglio, le cose sono cambiate.

Nello specifico, precedentemente si parlava del bonus solo per lavori di isolamento termico, sostituzione della caldaia o interventi antisismici, lasciando aperte diverse questioni.

Per esempio, non era chiaro se la detrazione fosse applicabile anche ad altri lavori di ristrutturazione, come la sostituzione degli infissi. Alcuni dubbi sono stati fugati recentemente, ma cerchiamo di capirci qualcosa in più!

Superbonus e interventi trainanti

Innanzitutto, per usufruire del bonus al 110% anche sugli infissi, è necessario tenere a mente che occorre abbinarlo ad un intervento definito “trainante”. Altrimenti per gli infissi si potrà usufruire del bonus, già in vigore, del 50% che prevede il recupero della metà dell’importo speso nei 10 anni successivi all’intervento.

Gli interventi trainanti sono 2, entrambi fini a rendere più efficiente l’edificio in termini ecologici.
Cappotto termico su almeno il 25% della superficie complessiva dell’edificio, per un massimo di 60mila euro di spesa. Nel caso si trattasse di un condominio il massimale di spesa va moltiplicato per ogni unità abitativa che compone l’edificio.

L’altro lavoro, invece, riguarda la sostituzione della caldaia. Nei condomìni bisognerebbe sostituire la caldaia con un impianto centralizzato a condensazione o a pompa di calore, con un tetto massimo di spesa di 30mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari. Stesso discorso vale anche per le case unifamiliari, ma esclusivamente se adibite ad abitazione principale (quindi non vale per le seconde case), con lo stesso massimale di spesa.

Requisiti

Il bonus sarà sfruttabile per lavori effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Tuttavia, sarebbe meglio affrettarsi, dato che i lavori di coibentazione richiedono parecchio tempo e hanno, in alcune regioni, limitazioni in base alla stagione.

Ad oggi, però, non è ancora chiaro come si dovrà procedere per effettuare la richiesta. Sarà necessario l’intervento di un tecnico che certifichi che i lavori attuati migliorino di almeno 2 punti la classe energetica dell’edificio, che è un requisito fondamentale per l’agevolazione.

Un altro punto ancora non chiarito del tutto riguarda la cessazione del credito. Si era, infatti, parlato di 2 possibili alternative. La prima è pagare il totale della spesa e spalmare il credito in detrazione d’imposta nei 5 anni successivi al lavoro. In alternativa è prevista la possibilità di cedere il credito a banche, istituti finanziari o alla ditta che effettua il lavoro che anticiperanno, dunque, la somma complessiva. Ma è necessario attendere ancora disposizioni ufficiali.

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