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Da ottobre, la Commissione Europea ha stabilito che a partire dal 2021 gli elettrodomestici e alcuni apparecchi elettronici dovranno essere dotati di una etichetta che riporti l’indice di riparabilità di quell’oggetto.

Lo scopo di questa decisione è aumentare la consapevolezza del consumatore in chiave ecosostenibile.

Come funziona e a quali elettrodomestici è rivolta

L’etichetta di riparabilità è indirizzata ai fabbricanti e agli importatori che devono indicare quanto quell’apparecchio sia riparabile. In particolare, dovrà indicare in quanto tempo possono arrivare al consumatore i pezzi di ricambio per riparare l’oggetto o l’elettrodomestico.

Per il momento la Direttiva riguarda apparecchi elettronici come i televisori, lampadine e grandi elettrodomestici come frigorifero, lavastoviglie e lavatrice. Più in là, l’etichetta di riparabilità potrebbe estendersi anche ai piccoli apparecchi.

Questa etichetta serve a garantire la qualità e la sostenibilità del prodotto acquistabile. Più l’indice di riparabilità risulta elevato, più alta è la qualità del prodotto. Tutti gli elettrodomestici e gli apparecchi elettronici dovranno quindi rispettare questo importante requisito, pena la ricezione di una multa.

Consumatori più consapevoli

Grazie all’etichetta di riparabilità il consumatore dovrebbe essere più consapevole nelle sue scelte, anche dal punto di vista ambientale.

Questa è una scelta ecosostenibile, in quanto permette di comprendere quante probabilità ci sono che un elettrodomestico possa essere riparato velocemente e dunque concede al consumatore di scegliere se acquistarlo o meno anche in base a questo. Come si legge su Il Fatto Quotidiano, Monique Goyens, direttore generale dell’Associazione europea dei consumatori, ritiene che questa etichetta rappresenti un importante passo avanti: “I nuovi requisiti di riparazione aiuteranno a migliorare la durata degli apparecchi di uso quotidiano che attualmente si rompono troppo rapidamente“.

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