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Accensione dei riscaldamenti 2026: quando si possono accendere nella tua zona e per quante ore al giorno

accensione riscaldamento

L’accensione dei riscaldamenti 2026 non avviene nello stesso giorno in tutta Italia: la data dalla quale è possibile utilizzare gli impianti dipende dalla zona climatica assegnata al Comune, mentre cambiano anche il periodo complessivo di funzionamento e il numero massimo di ore giornaliere. Per la stagione 2026-2027, quindi, prima di accendere termosifoni e altri impianti di climatizzazione invernale è necessario verificare in quale fascia rientra il proprio Comune.

Le regole nazionali dividono il territorio italiano in sei zone, dalla A alla F, sulla base dei cosiddetti gradi giorno, un parametro che tiene conto delle condizioni climatiche locali. Le fasce più fredde possono utilizzare il riscaldamento per un periodo più lungo, mentre nei Comuni caratterizzati da un clima più mite l’accensione viene posticipata.

Quando si possono accendere i riscaldamenti nel 2026

Per la stagione termica 2026-2027 le date previste dalla normativa nazionale sono differenti a seconda della zona climatica di appartenenza. La prima data utile è il 15 ottobre, prevista per la zona E, mentre nelle fasce climatiche più calde bisogna aspettare fino al 1° dicembre.

Il calendario ordinario è il seguente:

  • Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, per un massimo di 6 ore al giorno;
  • Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore al giorno;
  • Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno;
  • Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno;
  • Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno;
  • Zona F: non sono previsti limiti temporali stagionali.

La suddivisione non segue semplicemente il criterio Nord-Centro-Sud. Un Comune del Centro Italia può infatti appartenere a una fascia più fredda rispetto a una località settentrionale caratterizzata da condizioni climatiche differenti. Per questo, per sapere quando accendere il riscaldamento nel proprio Comune, è necessario fare riferimento alla specifica classificazione climatica.

La zona climatica stabilisce anche quante ore al giorno si possono usare i termosifoni

La normativa non stabilisce soltanto quando accendere i termosifoni, ma anche per quanto tempo possono rimanere in funzione nell’arco della giornata.

Nella zona E, per esempio, il periodo va dal 15 ottobre al 15 aprile e il limite è di 14 ore giornaliere. In zona D il periodo si restringe dal 1° novembre al 15 aprile, con un massimo di 12 ore. In zona C il funzionamento è consentito per 10 ore al giorno dal 15 novembre al 31 marzo.

Le ore non devono necessariamente essere consecutive: la normativa consente di distribuire l’accensione nell’arco della giornata. Per le zone dalla A alla E, l’attivazione ordinaria deve comunque rientrare nella fascia compresa tra le 5 e le 23.

Questo significa, per esempio, che chi dispone di un impianto con programmazione automatica può suddividere le ore disponibili tra mattina, pomeriggio e sera in base alle proprie esigenze, rispettando il limite giornaliero previsto. E’ importante anche sapere come pulire i termosifoni in vista dell’accensione.

Accensione riscaldamenti 2026: le regole per le principali città italiane

Per orientarsi più facilmente, è possibile associare alcune delle principali città italiane alle rispettive zone climatiche.

Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Brescia, Bergamo e Trieste rientrano nella zona climatica E: qui i riscaldamenti possono essere accesi dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno.

Roma, Firenze, Genova, Pisa, Pescara e altre città della zona D seguono invece il calendario dal 1° novembre al 15 aprile, con un limite di 12 ore quotidiane.

Bari, Napoli, Lecce, Taranto, Salerno e altri Comuni della zona C possono accendere gli impianti dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno.

Nella zona B, che comprende diverse località della Sicilia e della Calabria, l’accensione ordinaria parte dal 1° dicembre e può arrivare a un massimo di 8 ore giornaliere. La zona A, infine, riguarda alcune delle località più miti, come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, dove il limite è di 6 ore al giorno dal 1° dicembre al 15 marzo.

Chi vive in zona F può accendere il riscaldamento senza limiti stagionali?

La zona climatica F rappresenta un caso particolare. Per i Comuni che ne fanno parte non sono previsti limiti stagionali ordinari né un numero massimo di ore giornaliere per l’accensione degli impianti.

Si tratta delle aree caratterizzate dai valori più elevati di gradi giorno e quindi da condizioni climatiche particolarmente rigide. Tra i territori appartenenti a questa fascia figurano, secondo la classificazione normativa, alcune località alpine e appenniniche.

L’assenza di un limite stagionale non significa però che sia necessario mantenere il riscaldamento continuamente acceso: la gestione dell’impianto dovrebbe comunque essere adeguata alle effettive necessità dell’abitazione e alle condizioni meteorologiche.

Il Comune può cambiare le date previste per legge?

Il calendario nazionale costituisce il riferimento generale, ma esiste una possibilità di intervento da parte dei Comuni.

In presenza di comprovate esigenze climatiche, il sindaco può emanare un’ordinanza che modifica temporaneamente il periodo di accensione o la durata giornaliera degli impianti. Le disposizioni locali possono quindi anticipare o posticipare l’accensione rispetto al calendario ordinario, sulla base delle condizioni del territorio.

Per questo motivo, soprattutto in presenza di un improvviso abbassamento delle temperature, è utile verificare eventuali ordinanze comunali sul riscaldamento 2026 prima di considerare immutabile la data stabilita dalla zona climatica.

Qual è la temperatura massima consentita in casa?

Le regole riguardano anche la temperatura degli ambienti. Per gli edifici residenziali e assimilati il riferimento ordinario è una temperatura massima di 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Per gli edifici destinati ad attività industriali, artigianali e assimilabili il valore massimo è invece di 18 °C, sempre con una tolleranza di 2 °C.

Non si tratta soltanto di una questione normativa. Il controllo della temperatura può incidere anche sui consumi. ENEA, nelle indicazioni pubblicate nel 2026 in vista dell’inverno 2026-2027, ha evidenziato l’importanza sia degli interventi di efficienza energetica sia dei comportamenti individuali per ridurre i consumi di gas nel settore residenziale e terziario. L’agenzia stima un possibile risparmio fino a circa 1,2 miliardi di metri cubi di gas nell’inverno 2026-2027.

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