Il dibattito sulla prossima manovra punta i riflettori sulla casa: tra le idee allo studio c’è la proroga delle detrazioni per chi ristruttura e un tentativo di rendere gli incentivi più rapidi e fruibili. In gioco non c’è solo la convenienza per famiglie e condomìni, ma anche la qualità energetica del patrimonio edilizio. E mentre alcuni bonus si assottigliano o spariscono, altri cambiano forma o vengono introdotti ex novo per favorire scelte più sostenibili.
Obiettivo 2026: ristrutturazioni ancora al 50 per cento
L’ipotesi sul tavolo è mantenere anche nel 2026 la detrazione al 50% per i lavori sulla prima casa, così da traghettare al nuovo anno una misura che negli ultimi anni ha sostenuto migliaia di interventi. La novità allo studio riguarda anche la tempistica di fruizione: la detrazione potrebbe essere utilizzata in cinque anni anziché in dieci.
La linea del governo e le frasi chiave
La posizione emersa è chiara: si sta valutando la sostenibilità economica di un pacchetto che renda gli sconti più immediati. Due frasi sintetizzano l’orientamento: “Stiamo lavorando per cercare di portare al 50 per cento le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni delle abitazioni anche nel 2026” e “valutiamo di rendere possibile usufruirne in 5 anni anziché 10, rendendo l’ecobonus più immediato e conveniente”. Una scelta che, se approvata, aumenterebbe l’importo annuo detraibile, a patto di avere capienza fiscale sufficiente.
Il rischio senza interventi: percentuali in discesa
Se le aliquote non verranno ritoccate, la nuova legge di bilancio potrebbe far scendere gli sconti: per la prima casa si profilerebbe un passaggio al 36%, per la seconda al 30%. Uno scenario che l’esecutivo vuole scongiurare per non frenare cantieri e lavori già pianificati.
Come funziona il bonus ristrutturazioni oggi
L’incentivo attuale consente di detrarre dall’Irpef una quota delle spese sostenute, entro un massimale di 96.000 euro per unità, sia per immobili singoli sia in ambito condominiale. L’agevolazione viene ripartita, allo stato attuale, in 10 quote annuali di pari importo. Possono beneficiarne tutti i contribuenti assoggettati a Irpef che sostengono le spese: proprietari, inquilini, comodatari e familiari conviventi. Restano esclusi gli interventi che sostituiscono impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Mobili ed elettrodomestici: bonus al 50 per cento, ma tetto più basso
Prosegue il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici collegati alla ristrutturazione, con detrazione al 50% sulle spese ammissibili. Il limite di spesa, però, si è progressivamente ridotto: dai 10.000 euro del 2022 agli 8.000 del 2023, fino ai 5.000 euro previsti per il 2025. Una dinamica che impone scelte d’acquisto più oculate e un’attenta pianificazione del budget.
Antisismico: dal vecchio Sismabonus a sconti più contenuti
Il capitolo sicurezza sismica vede una riduzione delle percentuali. Il Sismabonus arrivava fino all’85% fino al 2024; nel 2025 lo sconto è sceso al 50% per la prima casa e al 36% per le altre proprietà. La tendenza, salvo ripensamenti, è verso un ulteriore calo: nei due anni successivi molti interventi antisismici scivoleranno verso il 30%. Per chi ha in programma opere strutturali, il calendario diventa determinante.
Efficienza energetica: un Ecobonus che perde slancio
L’Ecobonus per l’efficientamento energetico è su un sentiero discendente. Dopo l’assetto attuale (50% per la prima casa e 36% per le altre), per il 2026 e il 2027 si prospetta un 36% sulla prima casa e un 30% sulle altre. Inoltre, con le regole più recenti, non rientra più l’incentivo per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a gas, che in passato potevano beneficiare del 50% o del 65% se abbinate a valvole termostatiche. Una spinta implicita verso soluzioni più green e meno dipendenti dai combustibili fossili.
Tende e zanzariere: addio all’agevolazione
Il bonus per tende e zanzariere non è stato rinnovato: niente più detrazione del 50% su una spesa massima di 60.000 euro. Per chi puntava su schermature solari e comfort estivo attraverso questo canale, la programmazione dei lavori dovrà tenere conto della nuova cornice.
Elettrodomestici green: il nuovo incentivo in sintesi
Entrano in scena aiuti dedicati agli acquisti virtuosi: gli elettrodomestici ad alta efficienza, prodotti in Europa e con almeno classe energetica B, possono accedere a un contributo pari al 30% del prezzo, con un tetto di 100 euro. La cifra sale a 200 euro per le famiglie con Isee fino a 25.000 euro. Requisiti chiave: corretta dismissione del vecchio apparecchio e limite di un solo elettrodomestico per nucleo. Non cambiano solo le percentuali, ma anche la direzione degli incentivi: si premiano i consumi più bassi e la produzione europea.
Superbonus: cosa resta e a quali condizioni
L’incentivo edilizio più discusso resta sotto revisione. Il Superbonus, eliminato già dalla Legge di Bilancio 2022 per i lavori dei privati su edifici unifamiliari, ha visto ridurre la detrazione per i condomìni: dal 110% si è passati al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Fino a fine anno, il quadro applicativo è il seguente: il 110% resta per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023 e per gli immobili nelle aree colpite da eventi calamitosi; per il 2024 vale il 70%; nel 2025 la detrazione è al 65%, ma solo per i cantieri con Cila presentata entro il 15 ottobre 2024. Regole stringenti che impongono attenzione alle date, alla documentazione e ai SAL.
Prime e seconde case: differenze che pesano
La normativa distingue nettamente tra abitazione principale e altri immobili. Ad oggi, le prime case godono di aliquote più favorevoli rispetto alle seconde, sia sul fronte delle ristrutturazioni sia per gli interventi energetici. In assenza di nuove decisioni, il divario resterà e, in alcuni casi, tenderà ad ampliarsi con la discesa delle percentuali.
Capienza fiscale, rate e programmazione
La possibile rimodulazione in cinque anni delle detrazioni avrebbe un effetto pratico: rate annuali più alte. Questo può accelerare il rientro dell’investimento, ma richiede una capienza Irpef adeguata. Pianificare diventa essenziale: stimare le spese, incrociare le quote detraibili con le proprie imposte, valutare i tempi dei lavori (e delle pratiche) e monitorare l’evoluzione delle aliquote. Un accorgimento in più: verificare con attenzione le esclusioni, come gli impianti a caldaia alimentati a combustibili fossili, che non rientrano tra le spese agevolate in alcune misure.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il perimetro definitivo arriverà con i testi della manovra. L’indirizzo sembra orientato a preservare gli sconti per le ristrutturazioni della prima casa e a rendere più “veloce” la fruizione delle detrazioni. Al tempo stesso, altri capitoli – sicurezza sismica, efficienza energetica e acquisto di beni durevoli – mostrano una progressiva razionalizzazione delle percentuali e dei massimali. Per chi ha progetti nel cassetto, l’invito è a tenere pronti conti, documenti e cronoprogramma, così da cogliere finestre utili e non farsi sorprendere dai cambi di rotta.